Fecondazione artificiale

Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)

Trattamenti di infertilità

Crediamo di poter trattare l’infertilità con cura, comprensione e compassione.

Il nostro team dedicato, sia i medici che il personale offre una linea completa di servizi sia per quanto riguarda la diagnosi che i trattamenti della fertilità per uomini e donne.

Stellart Clinic collaborerà con te per la creazione di un piano di trattamento personalizzato, basato sulle tue esigenze fisiche, emotive e finanziarie, attraverso una vasta gamma di programmi:

Esistono tre metodi di concezione fondamentali, che vengono scelti secondo i fattori che precedono la concezione naturale. I nostri medici discuteranno con te la tua situazione e insieme a loro sceglierai il metodo che ti offre le migliori possibilità di risolvere il problema.

Modi per rimanere incinta

IUI

Inseminazione intrauterina

FIV

Fertilizzazione in vitro

ICSI

Iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo

Metodi di fertilizzazione

Ciclo nativo

Durante il ciclo nativo (ciclo naturale di una donna) non si usano nessuna sostanza ormonale per la stimolazione delle ovaie. L’obiettivo della cura applicata è di ottenere una cellula-uovo matura che successivamente verrà fecondata con il metodo ICSI. Si consiglia inoltre il metodo PICSI e lo Hatching Assistito (AH).

Ciclo con la stimolazione minima

Durante il ciclo con la stimolazione minima si usa una piccolissima quantità di medicinali ormonali con l’obiettivo di ottenere almeno 2-5 cellule-uovo mature. Per questo ciclo si suggeriscono i metodi ISCI, PISCI e Hatching Assistito (AH).

IUI (Inseminazione intrauterina)

L’inseminazione intrauterina (IUI) è uno dei metodi di riproduzione assistita. Viene eseguita qualora lo spermiogramma mostri i valori patologici (gli spermatozoi hanno la mobilità ridotta, sono presenti in quantità ridotta). Tale metodo è condizionato da almeno una tuba uterina con discreta funzionalità.

Qualora la donna è in fase di ovulazione, l’inseminazione può essere fatta in “ciclo nativo”, ovvero senza nessuna stimolazione ormonale

Come avviene la terapia

All’inizio del ciclo mestruale (1° giorno del ciclo mestruale) la donna chiama il nostro centro per comunicare l’inizio del ciclo. Di regola il 3° giorno si inizia con la stimolazione ormonale e dal 10° giorno del ciclo si effettua regolarmente l’esame ecografico. Sulla base dei risultati di tali controlli il medico stabilisce la data precisa dell’inseminazione e l’ora di applicazione dell’iniezione HCG. Dopo 34 – 36 ore circa dall’applicazione dell’iniezione HCG parte l’ovulazione, il momento più adatto per eseguire l’inseminazione intrauterina.

La coppia si presenterà nel nostro centro solo alla data e ora prefissata, perché venga fatto l’intervento. L’uomo un’ora prima dell’intervento stesso consegnerà l’eiaculato perché questo venga trasformato in una dose di inseminazione. Gli spermatozoi sono poi introdotti direttamente nell’utero o nel collo dell’utero tramite un tubicino d’inseminazione molto sottile.

L’intervento non richiede il ricovero, è indolore e comunque non è più impegnativo di una normale visita ginecologica. Dopo l’intervento la paziente si riposerà per 5 – 10 minuti e dopo che avrà ricevuto il referto medico ed istruita sul come comportarsi, potrà rientrare a casa. Non è necessario rimanere in stato di inabilità al lavoro.

IVF (Fertilizzazione in vitro)

L’IVF è un processo che permette di fecondare un ovulo con uno spermatozoo in laboratorio (in vitro). E’ uno dei metodi principali della riproduzione assistita applicata per curare l’infertilità.

Questo metodo include la stimolazione ormonale delle ovaie al fine di creare tanti follicoli sulla superficie delle ovaie stesse dai quali si riesce ad ottenere maggiore numero delle cellule uovo.

La stimolazione viene costantemente monitorata attraverso indagini ecografiche. Quando il follicolo raggiunge la dimensione desiderata viene applicata l’iniezione dell’ormone HCG nella paziente. (36 – 40 ore prima del prelievo degli ovuli).

Prelievo degli ovuli (OPU – ovum pick up)

Il prelievo degli ovuli viene fatto sotto anestesia totale che dura da 15 a 30 minuti. Una volta prelevati la paziente è portata in un’apposita camera dove si riprenderà dall’anestesia e potrà rimane a riposare per altre 2 ore. In seguito, potrà lasciare la clinica, comunque accompagnata da una persona adulta.

Le cellule-uovo, una volta tolte dal follicolo, sono trasferite in un liquido speciale (soluzione) al quale vengono aggiunti gli spermatozoi di mobilità e forma normale. L’embriologo, dopo 16 – 18 ore, verifica quante cellule-uovo sono state fecondate. Gli ovuli fecondati cominciano a dividersi in 2, 4, 8 e in più cellule. Il giorno più adatto per il trasferimento dell’embrione viene stabilito dall’embriologo. Pure l’uomo deve essere presente nel giorno di prelievo delle cellule uovo per poter consegnare il proprio sperma. Dopo che gli ovuli sono stati prelevati la coppia viene informata sulla loro quantità e qualità e si stabilisce un programma di applicazione delle tecniche speciali di laboratorio (ICSI, PICSI, IMSI, AH, PK, PGS, PGS, EmbryoGlue, crioconservazione degli embrioni).

ICSI (Iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo)

Questa tecnica consiste nella scelta di uno spermatozoo valido, il quale con l’aiuto di un’apposita pipetta molto sottile, si immobilizza (blocca il suo movimento interrompendo i microtubuli nella coda), viene aspirato nella pipetta e si introduce direttamente nel citoplasma della cellula-uovo matura in condizioni di essere fecondata. L’applicazione di questo metodo viene scelto se il numero degli spermatozoi risulta basso o se la morfologia o la mobilità degli spermatozoi del partner risultano compromesse. Questa tecnica viene inoltre consigliata alle donne con il numero basso di cellule-uovo ottenute (5 e meno), qualora nel ciclo IVF precedente la fecondazione delle cellule-uovo non sia riuscita, nel caso dello sviluppo sfavorevole dell’embrione, nel caso degli aborti ripetuti nei cicli IVF precedenti e per le donne d’età superiore a 35 anni.

Il successo che si riscontra con questa tecnica (7 cellule-uovo su 10 vengono fecondate) ne fa un metodo ormai standardizzato nel settore della fertilizzazione artificiale.

PICSI

La tecnica PICSI è una tecnica micromanipolativa della scelta più effettiva degli spermatozoi vitali e sani per la tecnica ICSI. La selezione di tali spermatozoi è possibile grazie allo “ialuronan”, albumina naturalmente presente nella membrana attorno l’ovulo.

Solamente uno spermatozoo sano e vitale si lega grazie ai recettori presenti sulla membrana dell’ovulo con questa sostanza contenuta nel gel presente sulla piastra di Petri dove avviene la scelta stessa degli spermatozoi. Per gli spermatozoi capaci di legarsi allo ialuronan è stata dimostrata la minore presenza delle anomalie cromosomiche e la migliore integrità del DNA.

La tecnica PICSI viene consigliata nei casi in cui si è verificato la bassa fertilizzazione in seguito alla tecnica ICSI, i valori degli spermatozoi sono sotto il limite della norma, nei casi in cui sono presenti nell’anamnesi della coppia gli aborti ripetuti e qualora l’età della donna sia superiore ai 35 anni.

Metodi di laboratorio speciali

IMSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo selezionata morfologicamente)

Questa tecnica utilizza un microscopio speciale che con l’ingrandimento di 6000 volte permette di valutare dettagliatamente la qualità degli spermatozoi.

Coltivazione prolungata

Il 5° giorno dalla fecondazione l’embrione si trova nella fase embrionale di blastocisti. La coltivazione prolungata e il trasferimento (che avviene il 5° o il 6° giorno dopo la fecondazione) imita l’andamento di una gravidanza naturale, quando i primi giorni dalla fecondazione avvenuta l’embrione si muove nella tuba uterina e il 5° o il 6° giorno giunge nell’utero.

La coltivazione degli embrioni in condizioni di laboratorio dura di solito 2-4 giorni dal prelievo delle cellule uovo. La fase della blastocisti è raggiunta solamente da un terzo degli embrioni circa e pertanto la coltivazione prolungata può essere considerata il metodo di selezione degli embrioni di migliore qualità. Se il numero degli embrioni è basso la coltivazione prolungata non viene eseguita.

La scelta del giorno più adatto per il trasferimento degli embrioni è una questione del tutto individuale e può variare anche se il ciclo di fertilizzazione in vitro si ripete.

Hatching assistito (AH)

L’embrione si sviluppa sino ad una certa dimensione dentro un involucro rigido. Se deve proseguire la gravidanza, l’embrione, una volta trasferito nell’utero, deve uscire da tale involucro (zona pellucida) e impiantarsi nella mucosa uterina. La rottura del „guscio“ dell’embrione facilita la fuoriuscita delle cellule dello strato periferico (detto anche trofoectoderma) e incrementa così la probabilità che l’ovulo si impianti nell’utero e la donna rimanga incinta.

L’Hatching Assistito è una tecnica che si applica solitamente sull’embrione di 3 – 6 giorni, appena prima che l’embrione venga introdotto nell’utero. In seguito all’hatching assistito non può verificarsi il danneggiamento dell’embrione.

Metodi di supporto

Cura ormonale

Per la cura dell’infertilità si applica la stimolazione ormonale che fa sì che nelle ovaie comincia a maturare maggior numero delle cellule uovo. Quando iniziare con la stimolazione con i preparati ormonali e per quanto tempo applicarli, sono le decisioni che prende il medico in seguito ai risultati degli esami effettuati e alle condizioni cliniche della donna.

Per la stimolazione ormonale si applicano alcuni schemi dei „protocolli di stimolazione“ (breve, lungo, protocollo con antagonista).

L’andamento della stimolazione è seguito dal medico tramite l’esame ecografico. Durante tale esame si valuta lo spessore della mucosa uterina, si misura la grandezza dei follicoli (cavità con liquido in cui l’uovo si sviluppa), si controlla il numero dei follicoli e si segue il livello degli ormoni nel sangue.

EmbryoGlue

EmbryoGlue rappresenta un nuovo terreno di coltura che si sviluppa in modo tale da imitare l’ambiente uterino nel corso d’impianto. Questo liquido contiene tutte le sostanze nutritive ed è fonte di energia per lo sviluppo ottimale degli embrioni. Se più concentrato, contiene inoltre la sostanza ialuronan che è normalmente presente nel liquido follicolare nelle tube uterine e nell’utero dove crea l’ambiente con maggiore viscosità.

Utilizzando il liquido EmbryoGluedurante il processo di trasferimento dell’embrione nell’utero della donna aumenta notevolmente la probabilità che questa rimanga incinta anziché utilizzando il liquido non contenente appunto la sostanza ialuronan. Il liquido di coltivazione può essere utilizzato sia per gli embrioni freschi che per quelli congelati.

EmbryoScope

L’Embryoscope è un dispositivo composto dall’incubatore, dal microscopio, dalla telecamera e dal computer. Grazie a questo dispositivo è possibile monitorare e valutare costantemente lo sviluppo degli embrioni senza che l’embriologo intervenga nel loro ambiente.

L’incubatore registra ogni 20 minuti le figure di ogni embrione.

Con l’aiuto di questo dispositivo si seguono e si valutano i seguenti parametri:

  • ora esatta di prima divisione dell’embrione e delle successive divisionis
  • morfologia degli spermatozoi e delle cellule uovo (prime cellule), e dei nucleolis
  • struttura e collocazione del polocitas
  • aspetto del citoplasmas
  • andamento della frammentaziones
  • numero, forma e simmetria dei blastomeris
  • creazione e numero dei nuclei in seguito alla divisione dell’embriones
Embryotransfer (ET)

Si tratta dell’ultima fase dell’intera procedura di fecondazione in vitro durante la quale il 3° giorno dal prelievo delle cellule uovo (4° – 6° giorno dal prelievo delle cellule uovo se utilizzata la tecnica di coltivazione prolungata) gli embrioni vengono trasferiti nell’utero. Il trasferimento viene effettuato con un sottilissimo tubicino, la cui posizione è controllata tramite l’ecografo e perciò è opportuno che la paziente che deve sottoporsi all’intervento abbia la vescica piena. Il partner può essere presente al trasferimento. Gli embrioni trasferiti possono essere osservati sullo schermo dell’ecografo. Tale intervento risulta per la paziente semplice ed indolore, simile ad una normale visita ginecologica.

L’embriologo insieme con il medico decidono sul numero degli embrioni da trasferire (da uno a tre) su base della valutazione dello sviluppo degli embrioni, considerato l’andamento della cura precedente alla fecondazione in vitro, le condizioni cliniche della paziente e la sua età. Si considerano inoltre i desideri e le aspettative della coppia.

Il nostro clinico suggerisce il trasferimento dell’unico embrione (SET) per ridurre il rischio della gravidanza multipla. Effettuato il trasferimento dell’embrione si consiglia alla donna di rimanere in regime di riposo.

Cryoembryotransfer (KET)

La crioconservazione permette di conservare gli embrioni in stato congelato per il loro successivo uso. Per il crioembryotransfer gli embrioni vengono scongelati, valutata lo loro qualità e dopo una breve coltivazione vengono introdotti nell’utero con un apposito tubicino.

Tale intervento risulta per la paziente semplice ed indolore, simile ad una normale visita ginecologica.

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